Consulenza di coppia

Quando si inizia in genere una terapia di coppia?

Si giunge in genere ad una terapia di coppia quando c’è una cronica mancanza di dialogo, quando si sono verificati dei tradimenti, oppure ci sono dissonanze significative sull’educazione da dare ai figli. Quando si è sull’orlo di una separazione legale i due partners non comunicano più e soprattutto non si fidano più l'uno dell'altro. La Terapia di coppia rappresenta una modalità efficace per risolvere i problemi e i conflitti che gravano sulla relazione e che i due partners non riescono a gestire da soli.

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Oggigiorno le situazioni di pericolo riguardano sempre meno spesso rischi di incolumità fisica e sempre più spesso per così dire rischi di natura psico-sociale. L’ansia “moderata” e di breve durata è un segno di adattamento dell’individuo a situazioni ambientali che gli richiedono risposte soddisfacenti. Una certa quota d’ansia, di tensione, è utile e funzionale in quanto prepara l’individuo ad affrontare in modo adeguato “prove” ritenute difficili.

Ciò infatti permette l’aumento di tensione muscolare, di attenzione, di concentrazione, di memoria e di altre funzioni psicofisiche finalizzate al superamento della prova. Può accadere talora che impegni e difficoltà siano tanti, troppi, o si protraggano troppo a lungo, senza permetterci dunque di recuperare le nostre energie psico-fisiche, o raggiungano apici molto elevati, come assistere ad eventi di natura eccezionale, ad esempio subire una improvvisa e dolorosa perdita; in tutti questi casi subentra un malessere percepito, un disagio più o meno intenso, detto comunemente stress.

Questo disagio può sempre venir ricollegato a un pensiero, al nostro auto-dialogo, la cosiddetta coscienza per capirci, o a immagini mentali che in quel momento ci attraversano la mente. Per tale motivo l’ansia è anche un segnale, un veicolo di preziose informazioni rispetto a pericoli potenziali che cogliamo intorno a noi, ma ancora di più è un veicolo di informazioni su di noi, su come ragioniamo, a cosa diamo importanza, cosa temiamo, quali e quante risorse abbiamo a disposizione per fronteggiare le difficoltà e, in generale, come noi percepiamo il mondo.

Di tale concomitanza pensiero-ansia non siamo sempre consapevoli, spesso sono fenomeni che procedono in automatico, sottosoglia rispetto alla coscienza.

L’attacco di panico è la manifestazione psicopatologica più comune legata all’ansia e costituisce in ultima analisi la manifestazione in assoluto più violenta in cui si scatenano veri e propri sintomi ansiosi in un breve arco di tempo: si tratta di una sensazione di terrore e angoscia accompagnata da fenomeni corporei come senso di soffocamento, palpitazioni, sensazione di svenimento. Inizia senza preavviso e insorge mentre la persona svolge attività relativamente tranquille, come per esempio essere seduti al tavolo di un ristorante, guidare l’automobile, entrare in un negozio.


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