Disturbi di ansia e panico

Combattere l'ansia e gli attacchi di panico

Parlare d’ansia e di che relazione abbia con l’attacco di panico. Uno stato di leggera ansia è comune a tutti, tutti noi la conosciamo, poiché ci accompagna nel quotidiano, nell’affrontare gli impegni e le difficoltà di tutti i giorni. In passato quando i pericoli erano rappresentati da situazioni che mettevano a rischio la vita (per esempio doversi confrontare con animali feroci o proteggersi da eventi naturali) l’ansia ci era d’aiuto, in quanto dava il segnale d’avvio a reazioni fisiologiche come il rilascio di adrenalina, la tachicardia, l’aumento del tono muscolare, la sudorazione, che ci permettevano di metterci in salvo.

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Oggigiorno le situazioni di pericolo riguardano sempre meno spesso rischi di incolumità fisica e sempre più spesso per così dire rischi di natura psico-sociale. L’ansia “moderata” e di breve durata è un segno di adattamento dell’individuo a situazioni ambientali che gli richiedono risposte soddisfacenti. Una certa quota d’ansia, di tensione, è utile e funzionale in quanto prepara l’individuo ad affrontare in modo adeguato “prove” ritenute difficili.

Ciò infatti permette l’aumento di tensione muscolare, di attenzione, di concentrazione, di memoria e di altre funzioni psicofisiche finalizzate al superamento della prova. Può accadere talora che impegni e difficoltà siano tanti, troppi, o si protraggano troppo a lungo, senza permetterci dunque di recuperare le nostre energie psico-fisiche, o raggiungano apici molto elevati, come assistere ad eventi di natura eccezionale, ad esempio subire una improvvisa e dolorosa perdita; in tutti questi casi subentra un malessere percepito, un disagio più o meno intenso, detto comunemente stress.

Questo disagio può sempre venir ricollegato a un pensiero, al nostro auto-dialogo, la cosiddetta coscienza per capirci, o a immagini mentali che in quel momento ci attraversano la mente. Per tale motivo l’ansia è anche un segnale, un veicolo di preziose informazioni rispetto a pericoli potenziali che cogliamo intorno a noi, ma ancora di più è un veicolo di informazioni su di noi, su come ragioniamo, a cosa diamo importanza, cosa temiamo, quali e quante risorse abbiamo a disposizione per fronteggiare le difficoltà e, in generale, come noi percepiamo il mondo.

Di tale concomitanza pensiero-ansia non siamo sempre consapevoli, spesso sono fenomeni che procedono in automatico, sottosoglia rispetto alla coscienza.

L’attacco di panico è la manifestazione psicopatologica più comune legata all’ansia e costituisce in ultima analisi la manifestazione in assoluto più violenta in cui si scatenano veri e propri sintomi ansiosi in un breve arco di tempo: si tratta di una sensazione di terrore e angoscia accompagnata da fenomeni corporei come senso di soffocamento, palpitazioni, sensazione di svenimento. Inizia senza preavviso e insorge mentre la persona svolge attività relativamente tranquille, come per esempio essere seduti al tavolo di un ristorante, guidare l’automobile, entrare in un negozio.


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